11 Giugno 2019

Domenico Mallardo: “Stagione straordinaria, ora dobbiamo dare continuità. Il sogno? Un titolo regionale”

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INTERVISTA - Il presidente dei Cervotti traccia un bilancio: “Ritorno in Promozione e 5 categorie su 5 nei regionali: centrati tutti gli obiettivi stagionali, grazie a una società che funziona pianificando tutto come un’azienda, e all'impegno di tutti gli addetti ai lavori, dai tre direttori e dalla segreteria fino a tutti i dirigenti”

Domenico Mallardo, la stagione non è ancora conclusa perché l’Under 19 è in semifinale di Coppa Piemonte, ma si può già tracciare il primo bilancio: direi che tutti gli obiettivi sono stati raggiunti.

“Sì, non mi piace esagerare con gli elogi perché di spazio per migliorare ce n’è sempre, ma stavolta non posso negarlo: a luglio 2018 abbiamo pianificato la stagione ponendoci obiettivi importanti, come l’immediato ritorno in Promozione, la conquista dei regionali con l’Under 19 e almeno la salvezza con le altre categorie delle giovanili: magari con qualche sofferenza di troppo con l’Under 14, ma ce l’abbiamo fatta e ne siamo davvero felici”.

Quando le cose vanno male, si dice che il pesce puzza dalla testa. Adesso che vanno bene, tutto merito del presidente?

“Questo no, assolutamente, si vince e si perde come squadra, in questo il calcio è una perfetta metafora della vita. Io ho delle responsabilità, devo dettare la linea e cercare di scegliere le persone giuste, ma da solo non andrei da nessuna parte. Una cosa posso dire, con grande orgoglio: nessuno aspetta un euro dal Venaria e abbiamo ricevuto un encomio dall’Agenzia delle Entrate per avere i conti in ordine e aver trasmesso sempre fatture, ricevute e tutta la documentazione nei tempi e modi richiesti. Ma sai qual è il vero cuore pulsante di una società? La segreteria. Nino Esta e il suo staff avranno anche sbagliato qualche orario causando disagi - di cui ci scusiamo - alle famiglie, ma abbiamo monitorato la situazione e ci sono stati problemi sul meno del 2 per cento delle partite. E parliamo di centinaia di partite…”

I numeri sono la prima cartina di tornasole dello stato di salute di una società.

“Quando parliamo dell’ASD Venaria Reale parliamo di 529 soci ordinari: 400 ragazzi, di cui il 75 per cento di Venaria, 24 mister, 85 dirigenti e 20 addetti ai lavori, contado le famiglie più di 4.000 persone. La nostra Scuola calcio, che prima di tutto persegue valori educativi e sociali, conta 230 bambini e, dalla fine di questa stagione, una ventina di bambine, perché abbiamo aperto la sezione femminile. Il loro sorriso e la loro serenità sono la ricompensa migliore per qualsiasi sforzo”.

Anche la questione dell’impiantistica sportiva è risolta, almeno per la prossima stagione.

“I problemi della giunta di Venaria hanno rallentato le procedure per il rifacimento del manto in erba sintetica del campo principale, ma abbiamo ricevute ampie garanzie sia dalla LND Piemonte Valle d’Aosta che dalla Commissione impianti erba sintetica della Lega Nazionale Dilettanti: avremo la deroga anche per l’anno prossimo. È una questione che riguarda una trentina di società tra Torino e provincia, ma io guardo alla mia situazione e voglio risolvere quella, anche perché il Don Mosso è un gioiello, perfetto a livello di sicurezza e curato in ogni piccolo dettaglio, grazie ai nostri tanti investimenti e al lavoro di persone come Carlo Copersito, che praticamente vive qui in via San Marchese, e al contributo dei custodi e addetti come Salvatore Lovallo e Gilberto Tumiati”.

Quante persone lavorano dietro a una società come il Venaria?

“Come dicevo prima, abbiamo 24 tra allenatori e istruttori, che hanno lavorato bene e che quindi confermeremo al 70 per cento, a partire da un mito come Giovanni Pasquale sulla panchina di Promozione. Poi abbiamo 85 dirigenti tesserati, che dedicano tempo e passione alla società: per curare la loro crescita abbiamo inserito in società Enzo Di Bisceglie, in qualità di super visore e responsabile di formazione e qualità, che sta tenendo loro dei corsi di aggiornamento. Infine abbiamo 20 addetti ai lavori, che partono dai tre “direttori” - Davide Airaudi, Carlo Pistolesi e Marco Scognamiglio - che hanno la responsabilità sportiva e stanno sempre sotto i riflettori, e arrivano ai tanti che lavorano nell’ombra, come Salvatore Copersito che gestisce il materiale tecnico e infermieristico, o il nostro vicepresidente Leonardo Manzella, che passa tutti i week end in un gabbiotto a staccare i biglietti solo per l’amore che lo lega da sempre a questa società”.

Prossimi obiettivi?

“Mantenere quanto abbiamo costruito sarebbe già un traguardo importante, perché ci metti anni a costruire una realtà solida come il Venaria, ma per distruggerla basta un attimo: dare continuità è sempre la cosa più difficile. Ma sognare aiuta a vivere meglio e io una lista dei desideri ce l’ho…”

Presidente, allora strofina la lampada e vai con i classici tre desideri.

“Primo, che nessuno dei nostri ragazzi si faccia male. Secondo, mandare altri un giocatori nel professionismo dopo Davide La Mesta e Simone Gaetano: abbiamo tanti giocatori in prova, spero davvero che qualcuno ce la faccia. Terzo, riportare a Venaria un titolo regionale che qui manca da tanto tempo".

Ultima modifica il Martedì, 11 Giugno 2019 16:57

 

 

 

 

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