29 Gennaio 2019

Il Venaria alza la voce: sui campi sintetici vogliamo una risposta del Comune

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CONFERENZA STAMPA - Il presidente Domenico Mallardo tuona: “Dai 2014 si sa che i campi sono da rifare, eppure nel 2016 sono andati a bando e ancora oggi non abbiamo avuto nessuna risposta. Che senso ha mettere a rischio una società con 525 soci ordinari? Trovare una soluzione è un dovere sportivo e sociale”

“Non vogliamo fare guerra a nessuno, semplicemente vogliamo spiegare come stanno le cose riguardo ai nostri campi sintetici e vogliamo una risposta dal Comune, che è proprietario dell’impianto sportivo Don Mosso, di cui noi siamo concessionari”.

Inizia così la conferenza stampa indetta dalla società del Venaria e tenuta dal presidente Domenico Mallardo, spalleggiato dall’avvocato Giuseppe Spaolonzi, che è presidente onorario, e dal direttore generale Davide Airaudi. L’argomento è di quelli scottanti, perché di campi sintetici, omologhe e spese di rifacimento si parla da tanto tempo e in tanti impianti: “Nella nostra condizione - spiega Mallardo - ci sono 30 società in Torino e una decina nella provincia. Ma noi abbiamo deciso di metterci la faccia, con tutti i rischi connessi perché qualcuno proverà a specularci sopra dicendo che chiudiamo. Questo no, ne sono sicuro: in un modo o nell’altro, il Venaria andrà avanti”.

Ma di cosa stiamo parlando? Carte alla mano, Mallardo racconta la storia degli ultimi cinque anni del Don Mosso: “La prima data da segnarsi è 6 novembre 2014, quando la Figc ha scritto al Comune di Venaria, proprietario dell’impianto, comunicando ufficialmente che dopo la stagione 2015/2016 i sintetici non sarebbero più stati omologati perché avevano finito il loro “ciclo vita”; le deroghe sarebbero state concesse solo a fronte di un progetto di rifacimento dei campi e al relativo stanziamento di fondi. Noi ne siamo venuti a conoscenza solo l’11 ottobre 2016, quando la Figc nella persona di Armeni ha rifiutato la nostra richiesta di deroga in base a quella comunicazione fatta al Comune nel 2014 cui non aveva avuto risposta. Noi abbiamo girato al Comune di Venaria la risposta della Figc, che riportava l’obbligo di rifare i campo entro la stagione 2017/2018: abbiamo scritto al Sindaco Roberto Falcone, al vicesindaco e assessore al bilancio Angelo Castagno, all’assessore allo sport Antonella d’Afflitto e a tutti gli uffici competenti. Risposte? Zero”. Qui il racconto del presidente dei Cervotti arriva al surreale: “Sono passati due anni e mezzo, abbiamo mandato 12 PEC e 52 mail. Risposte? Zero. Siamo stati ricevuti due volte dal dottor Castagno che, di fatto, ha temporeggiato”.

Peccato che, nel frattempo, il Comune abbia indetto un bando per la concessione decennale dell’impianto sportivo Don Mosso in cui la questione dei campi da rifare non era neppure accennata: “Noi del Venaria - continua Mallardo - siamo stati gli unici a partecipare al bando, che abbiamo ratificato nell’agosto 2016 e firmato il 10 febbraio 2017, in base al quale siamo concessionari di due campi fino al 2026, mentre gli altri due li affittiamo per non lasciarli allo stato brado. Sottolineo che noi paghiamo il 50,1% delle utenze: luce, acqua, gas e anche Tari, per un totale di 42/43 mila euro annui. Nessuno ci regala niente, a differenza di altri Comuni che aiutano le loro società sportive, vedi Borgaro o Pianezza. Ovviamente, se nel bando ci fosse stato scritto che rifare i campi era a nostro carico, non lo avremmo mai firmato”.

“Invece c’era scritto chiaro e tondo - interviene Spaolonzi - che il Comune di Venaria, proprietario degli impianti, ci dava in concessione dei campi da calcio: non dei terreni con sopra una striscia di sintetico, ma dei campi da calcio, quindi evidentemente a norma, omologabili dalla Federazione. La scusa che ci hanno dato i campi “nello stato di fatto” non sta in piedi a livello giuridico, e non ha nessuna logica che ci abbiano dato dei campi solo per gli allenamenti”. Insomma, pur sapendolo da ben due anni, il Comune nel 2016 ha dato in concessione dei campi in erba sintetica che non erano a norma.

E non è finita qui. “Da poco - riprende Mallardo - siamo venuti a conoscenza che il Comune di Venaria ha stanziato un milione e ottocentomila euro per rifare l’ex impianto sportivo del San Francesco e creare una vera polisportiva. Benissimo, dove c’è sport siamo contenti. Ma è possibile che un’amministrazione preferisca costruire da zero un impianto che non c’è piuttosto che rifare due sintetici al Don Mosso, con il rischio di danneggiare il Venaria Calcio?”

Quando parliamo del Venaria Calcio, parliamo di 525 soci ordinari: 385 ragazzi, di cui il 75 per cento di Venaria, 24 mister, 85 dirigenti e 20 addetti ai lavori, contado le famiglie più di 4.000 persone. Una società modello, che ha ricevuto un encomio dall’Agenzia delle Entrate per la gestione dei rimborsi e delle spese, tutte in chiaro. “Non è solo una questione sportiva, qui facciamo sociale” chiosa il presidente.

A fronte del milione e 800mila euro stanziati - ma non ancora approvati - per il rifacimento del San Francesco, quanto costerebbe rifare i due campi sintetici? “In data 2 aprile 2018, quasi un anno fa, ho portato al Comune - continua Mallardo - un preventivo della AMC Green da 500mila euro. E ho presentato anche un progetto per trasformare il campo in erba naturale, che oggi non utilizza nessuno ma che noi manuteniamo a nostre spese, in un impianto polisportivo coperto, un palazzetto dello sport dal costo di 350mila euro. Risposte? Zero”.

Quello della società arancioverde è un vero e proprio grido di allarme: “Abbiamo indotto questa conferenza stampa per sollevare il problema a livello mediatico e avere finalmente una risposta. Se due parti vogliono trovare un accordo, devono sedersi intorno a un tavolo e parlare, sono straconvinto che una soluzione si può e si deve trovare. Ma è ora di dire basta, di fronte al silenzio delle istituzioni. Se tu Comune di Venaria, proprietario dell’impianto, credi nel valore dello sport e nella sua ricaduta sociale, devi fare qualcosa”.

Prossimi passi? “Stiamo valutando le vie legali - risponde Mallardo - ma speriamo che non serva. Combatteremo fino all’ultimo giorno perché venga realizzato quando è doveroso, sia giuridicamente, perché il bando parla chiaro, sia moralmente, perché qui facciamo del sociale. Se da qui a giugno non vedremo risultati, agiremo di conseguenza. Il Venaria Calcio, che per numeri e risultati è tra le migliori società del Piemonte, rischia di non avere più un campo su cui giocare per evidenti omissioni della pubblica amministrazione. Che senso ha? Ripeto, se le due parti vogliono trovare un’intesa, si trova. Altrimenti ognuno si prenderà le proprie responsabilità”.

Ultima modifica il Martedì, 29 Gennaio 2019 22:58

 

 

 

 

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