09 Novembre 2018

“Un cuore nel pallone” per aiutare una famiglia di Venaria

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Riportiamo gli articoli di “Terzo tempo” e “giocaacalcio” che raccontano quanto fatto dalla società del presidente Domenico Mallardo: l’incasso devoluto in beneficenza e soprattutto il padre di famiglia assunto in società

Venaria, quando un torneo può fare la differenza

Il Venaria ci ricorda che, a volte, il calcio è solo un pretesto. Per la serata di ieri, la società, ha organizzato un triangolare con Sisport e Juventus, categoria EsordientiFascia B 2007. I ragazzi sono scesi in campo, ma mai come ieri sera il pallone è stato solo il veicolo di un gesto encomiabile. In collaborazione con la Caritas, il triangolare è stato messo in piedi per raccogliere fondi a sostegno di una famiglia locale rimasta senza lavoro.
Capita infatti, da che esistono le parole fabbrica e operaio, che se la prima chiude i battenti, lascia il secondo nella difficile situazione di racimolare i soldi necessari per arrivare a fine mese. E se le bocche da sfamare sono più di una, magari cinque come nel caso in questione, anche le più rosee aspettative di trovare un lavoro di rimpiazzo vengono spazzate via dall’ansia prima e dalla fame poi. La beneficenza, che non è una mera raccolta fondi, ma un gesto di condivisione di tempo e, anche, denaro, diventa così protagonista, più del calcio.
L’idea nasce da un bisogno e, quando si parla di bisogni, Domenico Mallardo, presidente del Venaria, si fa trovare sempre disponibile: «Grazie alla Caritas siamo entrati in contatto con questa realtà spiacevole: fabbrica chiusa e proprietario sparito hanno messo in difficoltà più di una famiglia. Questa però, che abbiamo anche conosciuto prima di aiutare, era in difficoltà ancor peggiori. Senza lavoro madre e padre, senza genitori alle spalle che potessero sostenerli e, soprattutto, con tre figli a carico. Ci è sembrato il minimo organizzare qualcosa».
E allora, con le maniche rimboccate, è toccato al calcio fare da diversivo per non pensare alla delicata e spiacevole situazione. Il calcio sì, ma non solo, perché la società di Venaria si è mossa anche in un’altra direzione: «Le previsioni di incasso per il torneo – racconta ancora Mallardo – non avrebbero di certo spostato gli equilibri, forse dato solo un pochino di ossigeno. Per questo abbiamo deciso di assumere il papà in società come addetto ai lavori di pulizia». A volte basta solo un gesto, altre volte no, c’è bisogno di mettersi, oltre ad una mano sul cuore, anche una in tasca. E il Venaria, in questo caso, è riuscita a fare entrambe le cose. Di questi tempi, nulla è così scontato.

Fonte: www.terzotempo.info

“Un cuore nel pallone”: Il Venaria aiuta una famiglia in difficoltà

Il calcio - nella sua versione migliore - è un “portatore sano” di valori positivi, di solidarietà e di speranza. Lo sa bene il Venaria, che mercoledì scorso ha organizzato un triangolare per la categoria Esordienti 2006, in cui ha coinvolto le società amiche Juventus e Sisport. Il Fair Play e la qualità dei giocatori hanno fatto divertire il pubblico presente sugli spalti del Don Mosso, ma questo torneo ha un significato ben più importante dei gesti tecnici espressi dai ragazzi sul campo, perché è servito ad aiutare una famiglia venariese in difficoltà da quando il padre ha perso il lavoro e si è ritrovato senza le risorse economiche necessarie al mantenimento dei tre figli.
Il ricavato degli incassi è stato solo il primo, piccolo passo di quanto fatto dal Venaria per sostenere questa famiglia: “Quando abbiamo deciso di organizzare il torneo di beneficenza “Un cuore nel pallone” - spiega Domenico Mallardo, presidente del Venaria - mi sono rivolto alla Caritas chiedendo di segnalarmi una situazione particolarmente difficile. Abbiamo conosciuto così una famiglia in grave difficoltà: senza lavoro padre e madre, senza genitori alle spalle che potessero aiutarli, con tre figli a carico. L’incasso del torneo ha dato loro un piccolo sostegno, ma abbiamo deciso di fare molto di più e abbiamo assunto il capo famiglia come addetto gli spogliatoi e guardiano, garantendogli un’entrata sicura”.
Una mano sul cuore, l’altra sul portafoglio: vicinanza e sostegno, solidarietà e gesti concreti, insomma una beneficenza vera. “Abbiamo voluto regalare un sorriso a chi sta peggio di noi, siamo felici di esserci riusciti, tutto qui” chiosa Mallardo, ma non è tutto qui: è questo il calcio che ci piace, è un gesto che dà speranza, è un esempio che in tanti potrebbero seguire.

Fonte: www.giocaacalcio.it


 

 

 

 

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